Prodotti e servizi
I moduli fotovoltaici possono essere collocati su qualsiasi tetto (sia piano che a falda), facciata, terrazzo e tettoia di pertinenza dell'immobile.
Dove installare
La decisione in merito alla fattibilità tecnica si basa sull’esistenza nel sito d'installazione dei seguenti requisiti, che dovranno essere verificati da AURORA INVEST con apposito sopralluogo da parte dei sui progettista e installatori:
  • disponibilità dello spazio necessario per installare i moduli (per ogni kWp di potenza installata occorrono circa 8 mq di moduli);
  • corretta esposizione ed inclinazione della suddetta superficie (esposizione SUD e SUD–EST, SUD-OVEST con limitata perdita di produzione);
  • assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento.
Il luogo dove installare un impianto fotovoltaico dovrà prendere in considerazione anche altri aspetti collegati allo spazio che si ha a disposizione.
Il sito dove installare un impianto fotovoltaico dovrà rispettare anche 'etichette' di carattere estetico e di capacità.
  • sostenere il peso;
  • ridurre il dispendio inutile di energia;
  • ridurre al minimo il rischio di accumulo di neve sul tetto.
sono alcune delle accortezze da tenere in considerazione in fase di progettazione di un impianto fotovoltaico.
Elettricità
La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico può essere stimata attraverso un calcolo che terrà conto:
  • della radiazione solare annuale del luogo;
  • un fattore correttivo calcolato sulla base dell'orientamento, dell'angolo d'inclinazione dell'impianto e di eventuali ombre temporanee;
  • delle prestazioni tecniche dei moduli fotovoltaici, dell'inverter e degli altri componenti dell'impianto;
  • delle condizioni operative dei moduli (con l'aumento della temperatura di funzionamento diminuirà l'energia prodotta).
La potenza di picco di un impianto fotovoltaico verrà espressa in kWp (chilowatt di picco), cioè la potenza teorica massima che l'impianto potrà produrre nelle condizioni standard di insolazione e temperatura dei moduli (1000 W/mq e 25 °C).
Nelle analisi tecniche ed economiche si usa accreditare all'impianto una vita complessiva di 25 anni.
Durata
Se si considerano separatamente i componenti economicamente più rilevanti, si ha:
  • moduli monocristallini e policristallini (tipologia attualmente più venduta al mondo), hanno una durata di vita da 60 a 80 anni ad alti rendimenti, con una diminuzione delle prestazioni energetiche inferiore al 20% nei primi 25 anni di produzione.
    Generalmente la garanzia, fornita dai produttori sul mantenimento di tali prestazioni, arriva a coprire 20 anni.
    I moduli in silicio amorfo, meno costosi, hanno una perdita di rendimento del 30% nei primi anni, per poi stabilizzarsi gradualmente.
    La tecnologia più recente, quella dei 'film sottili', dovrebbe unire i vantaggi di entrambe le altre tecnologie: il prezzo basso del silicio amorfo e l'alta efficienza e l'affidabilità dei prodotti cristallini.
  • gli inveter, apparecchi ad elevata tecnologia, hanno durata nel tempo abbastanza lunga, ma generalmente inferiore a quella dei moduli.
    Il loro costo sarà relativamente contenuto e potranno essere revisionati in caso di guasti.
Un impianto fotovoltaico è un sistema completamente modulare, e la sostituzione di un qualsiasi componente sarà generalmente facile e veloce, a condizione che questa sostituzione sia prevista nella fase di progetto.
Le principali applicazioni dei sistemi fotovoltaico sono:
  • impianti per utenze isolate dalla rete che prevedano l'utilizzo di batterie (rifugi, pozzi, sistemi di segnalazione stradale e navale, etc.);
  • piccole reti isolate per l'alimentazione di aree di limitata estensione non raggiunte dalla rete elettrica;
  • impianti per utenza civile;
  • impianti per utenza commerciale;
  • impianti per utenza industriale.
Le tipologie di impianti fotovoltaici collegati alla rete possono essere distinte in base alla loro potenza:
  • fino a 200 kWp si parla di piccoli e medi impianti;
  • oltre 200 kWp si parla di centrali fotovoltaiche.
Applicazione
Gli impianti fotovoltaici con potenza non superiore a 200 kWp, sono impianti particolarmente indicati per installazione su immobili di privati cittadini, di attività commerciali e di piccole aziende.
In particolare, per le applicazioni residenziali la potenza dell'impianto non supererà quasi mai i 6 kWp. L'energia prodotta è generalmente destinata a ridurre i prelievi dalla rete ed i conseguenti costi sostenuti per la fornitura di energia elettrica.
Queste applicazioni richiederanno una limitata manutenzione e bassi oneri di gestione.
Gli impianti fotovoltaici con potenza superiore a 200 kWp vengono realizzati principalmente da imprese interessate alla produzione di energia elettrica sia per l'autoconsumo che per la pura vendita.
I costi di gestione connessi all'esercizio dell'impianto crescono, arrivando a comprendere alcuni oneri fiscali e la gestione del contratto di vendita dell'energia, mentre il costo della manutenzione rimarrà comunque limitato.
A volte l'installazione di questa tipologia di impianto richiede dei costi aggiuntivi per la realizzazione di una linea elettrica idonea al trasporto dell'energia prodotta.
Con lo scambio sul posto, l'impianto fotovoltaico lavora in regime di interscambio con la rete elettrica locale. Non si scambia più l’energia ma si immette e, per quanto immesso, si riceve un contributo in conto scambio. Contemporaneamente si acquista l’energia dal Gestore.
GSE
Il rimborso del GSE è pari al valore minimo tra il valore attribuito all’energia immessa e quello pagato al gestore per l’acquisto dell’energia.
Al termine di ciascun anno si effettua il conguaglio facendo la differenza tra le immissioni e i prelievi di energia dalla rete.
  • se il saldo è negativo verrà addebitato in bolletta;
  • se il saldo è positivo il credito di energia resterà valido per sempre.
Quest'ultima soluzione è particolarmente vantaggiosa se l’impianto è dimensionato in modo tale da produrre un quantitativo di energia elettrica minore o uguale all’energia elettrica consumata.
A chi conviene?
Lo scambio sul posto o net-metering conviene in particolare:
  • ai privati (prima casa);
  • alle piccole-medie aziende.
Quando conviene?
L’adozione dello scambio sul posto, o net-metering, conviene quando l’energia elettrica che può produrre l’impianto fotovoltaico (in funzione degli spazi e dell’orientamento dell’edificio) è inferiore o uguale a quella consumata dall’utenza. Mentre con la precedente versione dello scambio sul posto si utilizzava la corrente elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico per alimentare le utenze elettriche di casa o dell’azienda, riducendo sensibilmente o addirittura azzerando la bolletta energetica, con l’attuale meccanismo é possibile utilizzare l’energia istantaneamente prodotta dal fotovoltaico chiedendo alla rete solo quella necessaria per soddisfare i fabbisogni negli orari diversi da quelli della produzione. La bolletta si ridurrà, ma non è detto che si azzeri come succedeva prima (quantomeno non in tempo reale ma solo successivamente ai pagamenti già effettuati: il rimborso del GSE è infatti successivo al pagamento delle bollette).
E' compatibile con la vendita dell’energia?
No, non è ammessa la vendita dell’energia in esubero ma solo il credito in bolletta valido per sempre.
Cosa implica dal punto di vista fiscale?
Secondo quanto riportato nella nuova circolare dell’agenzia delle entrate relativa al trattamento fiscale del contributo in conto scambio di cui alla Delibera AEEG N.74/2008:
  • Per impianti fotovoltaici fino ai 20 kWp (situati sul tetto dell’abitazione/area di pertinenza dell’abitazione del produttore) il contributo non assume rilevanza fiscale.
  • Per impianti superiori ai 20 kWp (situati sul tetto dell’abitazione/area di pertinenza dell’abitazione del produttore) il contributo è rilevante sia ai fini IVA sia ai fini delle imposte dirette.
E' però importante segnalare che, a prescindere dalla taglia di impianto (quindi anche inferiore ai 20 kWp), se l’impianto per sua collocazione non è posto al servizio dell’abitazione (quindi situato in un’area separata/non di pertinenza dell’abitazione stessa) il contributo in conto di scambio risulta essere rilevante sia ai fini dell’IVA sia che delle imposte dirette.
Ci sono però dei casi specifici per i quali il contributo in conto scambio risulta essere sempre rilevante ai fini dell’IVA e delle imposte dirette:
  • In caso di produttore imprenditore - soggetto passivo di IRES
  • in caso di produttore – lavoratore autonomo. In questo caso il professionista è tenuto a tenere una contabilità separata per la produzione – cessione di energia e per la propria attività.
In Italia, attualmente è attivo un piano di incentivi, Conto Energia per la produzione di energia elettrica mediante impianti fotovoltaici. Questo sistema prevede un incentivo economico per ogni Kwh prodotto. La tariffa incentivante può essere concessa a tutti gli impianti fotovoltaici, e l'ente predisposto ad erogare questo incentivo è il GSE (Gestore Sistema Elettrico).
Incentivi
Come funziona il conto energia?
Verrà installato, insieme all'impianto fotovoltaico, un contatore che calcolerà tutta l'energia prodotta dall’impianto. L'energia prodotta verrà interamente pagata dal GSE ad un prezzo molto vantaggioso.
Non verrà pagata solo una parte dell'energia, ma tutta quella prodotta, non solo la differenza tra quella prodotta e quella consumata.
Ai compensi forniti dal GSE per tutta l'energia prodotta non si pagherà più in bolletta il quantitativo di energia prodotta, avendo un risparmio sulla bolletta dell' ENEL o del gestore di riferimento.
Verranno pagati tutti i Kw prodotti dall'impianto e la bolletta dell'ENEL verrà decurtata dei Kw autoprodotti, avendo un guadagno netto più il risparmio.
Quanto dura il conto energia?
La durata è di 20 anni, mantenedo invariate le tariffe dal momento dell'installazione dell'impianto.
Come posso accedere al conto energia?
L'iter burocratico è stato snellito molto e non serve più nessuna accettazione.
Sarà sufficiente presentare un progetto preliminare ed una richiesta di connessione all'ENEL e si potrà installare tranquillamente il nuovo impianto.
Una volta installato l'impianto si dovrà portare il progetto definitivo al GSE e richiedere di accedere agli incentivi.
I vantaggi
Accedere al conto energia permetterà non solo di rientrare dall'investimento effettuato per l'installazione del nuovo impianto, ma anche di guadagnare solo dopo pochi anni.
Come precedentemente spiegato, il conto energia verrà erogato dal GSE che pagherà l'utente per ogni Kw prodotto dal proprio impianto per i primi 20 anni di funzionamento.
Il prezzo pagato al Kw è molto alto e permetterà di creare un ottimo guadagno, oltre ad avremo uno sconto in bolletta dei Kw prodotti.
Questo è in breve il funzionamento di un impianto fotovoltaico incentivato dal GSE ed in regime di scambio sul posto.
Schema
Un impianto fotovoltaico è un investimento e come tale andrebbe salvaguardato in quanto la sua installazione consentirà, nel lungo periodo, guadagni molto alti. Sarà quindi importante proteggerlo con la giusta manutenzione.
Assistenza e manutenzione
Aurora invest offrirà ai propri clienti un servizio di assistenza e manutenzione che comprenderà:
  • pulizia dei moduli.
    Un impianto fotovoltaico sporco avrà una resa inferiore quantificabile dal 15% al 25% in meno che, se tradotti in termini monetari, costituiranno cifre importanti.
    La sua pulizia è pertanto un' operazione fondamentale per massimizzarne la resa.
  • analisi sulle performance dell'impianto.
    Essere ben informati sul tipo di pannello che si andrà ad acquistare e sulla potenza massima che sarà in grado di produrre, aiuterà a non commettere banali errori di valutazione e a fare un acquisto errato.
  • analisi del rendimento dell'impianto.
    Il possessore di un impianto fotovoltaico sarà a tutti gli effetti un Produttore di Energia Elettrica e sulla base di tale produzione che lo stato elergirà gli incentivi tramite Conto Energia.
    Essendo l'impianto incentivato in base ai kWh/annui da esso prodotti, avere un'idea di quella che sarà la sua produzione di energia annua, risulterà essere molto utile per ricavare la produzione in termini economici e confrontarla con la spesa che si andrà ad affrontare in fase di acquisto e installazione.
I moduli in silicio amorfo sono caratterizzati da rendimenti elettrici inferiori rispetto ai pannelli cristallini e imputabili al particolare processo produttivo con cui sono realizzati.
Nel caso del silicio amorfo è improprio parlare di celle fotovoltaiche: il silicio infatti viene deposto uniformemente e in piccolissime quantità su superfici plastiche o vetrate, formando un unico film sottile o thin film dello spessore di qualche millesimo di millimetro.
Cosa è
I moduli sono disponibili sia nella tradizionale struttura rigida, con telaio di rinforzo, sia in rotoli flessibili per impianti ad alta integrazione architettonica.
I pannelli in silicio amorfo hanno una colorazione omogenea, di solito nera o comunque scura, e hanno particolari doti di flessibilità e leggerezza.
Lo spessore complessivo del modulo, telaio compreso, è di pochi millimetri e l'aspetto è complessivamente più accattivante rispetto ai 'cugini' in silicio cristallino.
Tutte queste caratteristiche fanno del silicio amorfo la tecnologia ideale per applicazioni architettoniche avanzate, in cui è fondamentale ricercare la massima resa estetica anziché puntare unicamente sulla producibilità dell'impianto.
Il costo dei moduli in silicio amorfo, per Watt installato, è inferiore anche del 30-40% rispetto alle tecnologie in silicio cristallino.
Prestazioni
I moduli in silicio amorfo presentano bassi rendimenti elettrici, con valori compresi tra il 6 e il 10%.
Il limite principale del silicio amorfo risiede proprio nella bassa densità energetica del materiale, che costringe all'utilizzo di ampie superfici.
Se si dispone di poco spazio utile per l'installazione, il consiglio è quello di puntare sui tradizionali moduli mono o policristallini.
La superficie media, su un tetto inclinato, necessaria per avere 1 kWp installato è di circa 14m² di moduli in silicio amorfo.
DECREMENTO PRESTAZIONI
Dopo alcuni mesi dall'installazione, i moduli subiscono un brusco calo di efficienza, pari circa al 20%.
Per il restante periodo di vita utile del modulo, il rendimento si mantiene intorno all'80% o poco meno, della potenza nominale.
Si stima che dopo 25 anni di vita, un modulo in silicio amorfo renda il 75% della potenza iniziale.
Il calo di rendimento del silicio amorfo è un fenomeno previsto e ben conosciuto. Per questo ragione, i moduli con potenza di targa di 40 W, nei primi mesi assicurano una potenza del 20% superiore, corrispondente a 48 W.
Quando la radiazione solare incidente sui pannelli non è ottimale (nuvolosità, ombreggiature, ecc.), il silicio amorfo assicura una migliore resa energetica rispetto al silicio cristallino.
E' chiaro quindi che il silicio amorfo può essere un'ottima soluzione per quelle zone in cui la forza della radiazione solare è attenuata da caratteristiche climatiche sfavorevoli, come ad esempio in pianura padana.
Al contrario, in zone particolarmente assolate come l'Italia centro-meridionale, la tecnologia fotovoltaica esprime i massimi rendimenti con i pannelli mono e poli cristallini.
Il silicio amorfo è la tecnologia fovoltaica con il minor impatto ambientale in fase di produzione.
Il particolare processo produttivo, in cui si utilizzano limitate quantità di silicio, fa sì che in circa 2 anni ogni modulo abbia già prodotto energia elettrica in quantità pari a quella utilizzata per produrlo.
Questi 2 anni corrispondono al tempo di ritorno energetico (il cosiddetto EPBT, 'Energy Pay-Back Time'), che arrivano fino a 6 per i moduli in silicio cristallino.
Bilancio
Nel corso dell'intera vita utile, ogni pannello è in grado di produrre fino a 10 volte più energia di quella che è stata necessaria per produrlo. Detto in altri termini, l'energia prodotta da un pannello consentirebbe di produrne fino ad altri 10 di tecnologia equivalente.
In definitiva questo conferma come la tecnologia fotovoltaica sia davvero sostenibile, dal momento che presenta un bilancio energetico-ambientale pienamente in attivo.
Cosa è
Monocristallino
Le celle fotovoltaiche monocristalline sono realizzate utilizzando un singolo cristallo di silicio. Proprio nella purezza del silicio utilizzato risiede il motivo della loro alta efficienza.
La potenza media di un modulo standard, di dimensioni 160 cm x 85 cm, si aggira intorno ai 150-180 Watt, con un peso complessivo inferiore ai 20 kg.
I moduli monocristallini sono composti da decine di celle, tipicamente 72, di forma circolare oppure ottagonale di 10-12 cm di diametro e 0,2-0,3 mm di spessore e con una colorazione uniforme blu scuro o nera.
L’omogeneità della colorazione dona a questi pannelli un aspetto gradevole, adatto per le applicazioni più diverse. La presenza di una superficie vetrata e di una cornice in alluminio assicura protezione e solidità al pannello.
Policristallino
I moduli policristallini (o multicristallini) sono caratterizzati da rendimenti elettrici intermedi tra quelli dei moduli monocristallini e in silicio amorfo.
Se è vero che i rendimenti sono leggermente inferiori a quelli del monocristallino, tuttavia anche il costo dei moduli, a parità di potenza installata, risulta normalmente inferiore.
La potenza media di un modulo standard, di dimensioni 160cm x 85cm, si aggira intorno ai 150-180 Watt, con un peso complessivo inferiore ai 20 kg.
I moduli policristallini sono composti da decine celle, tipicamente 72, di forma ottagonale oppure quadrata.
Le celle fotovoltaiche sono realizzate a partire da più cristalli di silicio, ricavati dal riciclaggio degli scarti dell’industria elettronica. L’accostamento di più cristalli dona a queste celle, e quindi all’intero modulo, una caratteristica colorazione blu cangiante.
Monocristallino
Le caratteristiche tecniche e i prezzi dei moduli monocristallini sono molto simili a quelle dei policristallini.
Attualmente, tra tutte le tecnologie fotovoltaiche disponibili a livello commerciale il monocristallino è quella caratterizzata mediamente dalla più alta densità energetica.
I moduli monocristallini presentano elevati rendimenti elettrici, variabili tra il 14% e il 17%.
A parità di kWp installati, un impianto fotovoltaico con moduli monocristallini ha il vantaggio di occupare di solito uno spazio inferiore rispetto a un impianto con moduli policristallini o in silicio amorfo.
Per questo motivo, il monocristallino è preferito in tutte quelle situazioni in cui vi è una limitata disponibilità di spazio per l’installazione.
Prestazioni
La potenza nominale di un modulo fotovoltaico (e quindi anche di un impianto) si misura in kWp, cioè 'kilowatt di picco'. Nel caso del fotovoltaico non è possibile fare semplicemente riferimento a un dato di potenza nominale 'oggettivo', così come avviene ad esempio per le caldaia o i motori. Infatti, a causa dell'estrema variabilità della radiazione solare, la potenza effettiva di un modulo cambia continuamente. I kWp individuano la potenza istantanea erogata da un modulo in condizioni standard di irraggiamento: 1.000 W/m² di radiazione solare e 25 °C di temperatura. La superficie media, su un tetto inclinato, necessaria per avere 1 kWp installato è di circa 8 m² di moduli cristallini. Una famiglia di 3-4 persone, che intende azzerare le proprie bollette grazie al fotovoltaico connesso in rete con il Conto energia, avrà bisogno di una potenza installata di 2-3 kWp, pari a 16-24 m².
DECREMENTO PRESTAZIONI
Le prestazioni dei pannelli monocristallini si riducono all’incirca dell’1% l'anno. Mediamente, quindi, funzioneranno al 90% della propria potenza nominale dopo 10 anni e all’80% dopo 20 anni e così via.
Quindi, nonostante la vita minima di un pannello fotovoltaico sia superiore ai 25 anni, la progressiva perdita di efficienza ne rende necessaria prima o poi la dismissione o la sostituzione.
I pannelli cristallini risultano molto sensibili sia alla presenza di ombreggiature, anche parziali, sia alla diminuzione della radiazione solare per condizioni di nuvolosità o di scarsa insolazione. In questi frangenti, il silicio amorfo risulta più efficiente.
Policristallino
I moduli policristallini presentano valori di efficienza variabili tra l'11% e il 14%.
La minore densità energetica del policristallino rispetto al monocristallino, in realtà deve essere verificata 'sul campo': pannelli policristallini di ottima qualità possono avere rendimenti pari (se non superiori) a quelli di pannelli monocristallini di qualità medio-bassa.
DECREMENTO PRESTAZIONI
Le prestazioni dei pannelli policristallini si riducono all’incirca dell’1% l'anno. Mediamente, quindi, funzioneranno al 90% della propria potenza nominale dopo 10 anni e all’80% dopo 20 anni e così via.
Per questo motivo, nonostante la vita minima di un pannello fotovoltaico sia superiore ai 30 anni, la progressiva perdita di efficienza ne rende necessaria prima o poi la dismissione o sostituzione.
I pannelli cristallini risultano molto sensibili sia alla presenza di ombreggiature, anche parziali, sia alla diminuzione della radiazione solare per condizioni di nuvolosità o di scarsa insolazione. In questi frangenti, il silicio amorfo risulta più efficiente.
Monocristallino
L’intero processo produttivo, dalla lavorazione del silicio all’assemblaggio del modulo, è estremamente dispendioso in termini energetici.
Si calcola che ogni modulo cristallino (sia mono che policristallino) impieghi circa 3-6 anni per produrre energia elettrica in quantità pari a quella utilizzata per produrlo; il tempo di ritorno energetico (il cosiddetto EPBT, 'Energy Pay-Back Time') risulta inferiore per i pannelli in silicio amorfo.
Nel corso della sua vita utile di oltre 25 anni, un pannello fotovoltaico è in grado di produrre fino a 10 volte più energia di quella che è stata necessaria per produrlo. Detto in altri termini, l'energia prodotta da un pannello consentirebbe di produrne fino ad altri 10 di tecnologia equivalente.
Bilancio
Questo conferma come la tecnologia fotovoltaica sia davvero sostenibile, dal momento che presenta un bilancio energetico-ambientale pienamente in attivo.
Policristallino
L’intero processo produttivo, dalla lavorazione del silicio all’assemblaggio del modulo, è estremamente dispendioso in termini energetici.
In definitiva questo conferma come la tecnologia fotovoltaica sia davvero sostenibile, dal momento che presenta un bilancio energetico-ambientale pienamente in attivo.
Secondo la definizione contenuta nel Dm 5 maggio 2011, un sistema o impianto solare fotovoltaico a concentrazione è 'un impianto di produzione di energia elettrica mediante conversione diretta della radiazione solare, tramite l'effetto fotovoltaico; esso è composto principalmente da un insieme di moduli in cui la luce solare è concentrata, tramite sistemi ottici, su celle fotovoltaiche, da uno o più gruppi di conversione della corrente continua in corrente alternata e da altri componenti elettrici minori'.
Cosa è
Questa tecnologia non va confusa con il solare termodinamico, in cui non vi è 'effetto fotovoltaico' ma la radiazione viene concentrata per riscaldare un fluido termovettore (olio minerale, sali fusi, gas, ecc.), che a sua volta produce energia meccanica, solitamente tramite turbine, e quindi energia elettrica.
Ricordiamo che il Quarto conto energia incentiva l’elettricità prodotta da moduli fotovoltaici a concentrazione.
La ricerca di alternative ai tradizionali moduli fotovoltaici cristallini deriva dalla necessità di ridurre la quantità – e quindi il peso economico - del silicio, che notoriamente rappresenta la parte più costosa dell’impianto. Ed è proprio questo il principio alla base del fotovoltaico a concentrazione: concentrando molta radiazione solare su una quantità ridotta di celle, è possibile abbassare i costi della tecnologia e contemporaneamente produrre più energia elettrica.
Nei moduli a concentrazione la radiazione solare non cade direttamente sulle celle, ma viene concentrata da particolari sistemi ottici, in grado di moltiplicarne per 100 o più volte l’intensità. Il sistema ottico più utilizzato è senza dubbio la lente di Fresnel, simile a quella comunemente utilizzata nei fari delle automobili.
Diverse aziende ed enti di ricerca stanno sviluppando sistemi formati da prismi (dicroici e tricroici), in grado di scomporre lo spettro della luce e di concentrarlo su micro celle specializzate per lavorare a determinate frequenze. Non mancano infine interessanti prototipi a specchi parabolici (simili ai sistemi dish-stirling), che oltre all’effetto fotovoltaico possono anche riscaldare l’acqua per creare calore ad alta temperatura.
Prestazioni
Al di là dei singoli prodotti reperibili sul mercato, c’è un aspetto che accomuna pressochè tutte le tecnologie a concentrazione: il ricorso a 'inseguitori solari' programmati per seguire durante il giorno il corso del sole, massimizzando così la radiazione incidente e conseguentemente la producibilità elettrica dell’impianto.
Considerata la scarsa penetrazione commerciale di questi impianti, non è possibile al momento dare indicazioni generiche per quanto riguarda prestazioni, taglie e costi. Vanno quindi valutate attentamente, caso per caso, le prestazioni specifiche, tenendo conto anche della tariffa incentivante assicurata dal Quarto Conto energia.
In ogni caso, una più ampia diffusione degli impianti a concentrazione potrà essere assicurata soltanto dalla soluzione di alcune criticità che ancora permangono: la necessità di frequenti operazioni di pulizia e/o sostituzione delle lenti e soprattutto il forte riscaldamento delle celle, che implica l’adozione di particolari sistemi di raffreddamento.
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